La valutazione del rischio vibrazioni
Breve descrizione di come realizzare una valutazione del rischio vibrazioni in conformità alla normativa italiana.
La formazione può essere erogata in tre modalità:
1) mini-corso gratuito in modalità e-learning della durata di circa 3 ore incluso test finale
2) corso in modalità blended-learning (a distanza con interazione diretta con il docente) della durata di circa 3 ore incluso test finale
3) in-house (in presenza, presso il cliente) della durata di circa 7 ore incluso test finale
La valutazione del rischio vibrazioni in un'azienda italiana segue il D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo III, che disciplina l’esposizione a vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) e al corpo intero (WBV). Identificazione delle sorgenti: censire attrezzature e macchinari che generano vibrazioni (motoseghe, trapani, martelli pneumatici, veicoli industriali, ecc.). Misurazione dell’esposizione: effettuare rilievi strumentali per determinare il valore di esposizione giornaliera (A(8)), confrontandolo con i limiti di legge: HAV: 2,5 m/s² (azione) – 5 m/s² (limite) WBV: 0,5 m/s² (azione) – 1,15 m/s² (limite) Analisi delle modalità di utilizzo: valutare durata, postura e intensità dell’esposizione. Definizione delle misure di prevenzione: Tecniche: scelta di macchinari con minori vibrazioni, manutenzione regolare, uso di sospensioni antivibranti. Organizzative: riduzione dei tempi di esposizione, rotazione degli operatori. DPI: guanti antivibranti e sedili ammortizzati. Formazione e sorveglianza sanitaria: obbligatoria per esposizioni oltre i valori d’azione, con controlli periodici per prevenire patologie muscolo-scheletriche.
Dettagli prodotto
- Lingua
- Italiano
- Paese di erogazione
- Italia
- Settore
- Alimentare
Chimica
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